L'abbiamo scampata bella... per ora!

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Meno di 100 giorni al fallimento

Se ancora non lo sapete, il prossimo 11/11/2011 l'Italia fallirà. Non siamo noi a dirlo in preda a isterismi catastrofici e apocalittici, ma economisti ed esperti del settore. E, siamo sicuri, le loro fonti sono decisamente più autorevoli e credibili delle nostre!

Ma cosa vuol dire "fallire" per una nazione? Qual è il significato preciso della parola "default" che da un po' di giorni affolla giornali, siti internet e informazione televisiva?

L'Italia ha il quarto debito pubblico mondiale. Il suo ammontare è pari alla cifra fantasmagorica di 2mila miliardi di euro, qualcosa che nemmeno la migliore manovra finanziaria del miglior ministro dell'economia è in grado di scongiurare. Fallire per il nostro Paese vorrebbe dire azzerare in un solo colpo tutto il progresso che nei decenni è stato reso possibile dal lavoro di intere generazioni. E vuol dire, ovviamente, un futuro che più nero non si può per i giovani. Se riuscite a leggere tra le righe dell'informazione, parole e termini come IVA sociale, prelievi coatti della tredicesima, abrogazione dell'articolo 18, prelievi coatti di mensilità e pensioni, eliminazione dell'assistenza sanitaria diretta: sono tutti campanelli d'allarme che dovrebbero far capire che qualcosa, di certo, non va come dovrebbe andare.

Ma il fallimento è così vicino? Questo fantomatico "default" è un fantasma o è un meteorite che ancora non riusciamo a vedere ma che presto si scaglierà sull'Italia distruggendo in quattro e quattr'otto anche il falso benessere della nostra società?

A guardare bene, i presupposti e gli ingredienti per il fallimento ci sono tutti:

Non sappiamo se effettivamente l'Italia fallirà il prossimo 11 novembre 2011 come predetto da moltissimi economisti.

Questo sito, quindi, non rappresenta un pronostico, ma una sorta di reminder.

Della serie: ricordati che devi morire.

O anche Fallire.